Baita Fiorinale

L'alpe Fiorinale (1757 metri), che comunemente si trova indicata sulle cartine come Baita Fiorinale, è un alpeggio di media montagna situato sul versante destro idrografico della val Finale e quindi della principale val Fontana. Dalla chiesetta di sant'Antonio, dove si possono lasciare i mezzi motorizzati, si prosegue sulla strada asfaltata fino al primo tornante dove si imbocca una carrozzabile che scende a livello dell'argine del torrente. Un ponte in legno poco più a nord permette di guadare l'alveo e quindi ritornare verso sud fino ad intercettare una strada a tratti cementata, la stessa che sale dal ponte di Premelè, alternativa un poco più lunga. Ci si incammina quindi sulla stradina costruita un tempo per servire vecchie miniere oggi abbandonate. Dopo qualche centinaio di metri, si deve trovare il sentiero che si inerpica nella fitta pineta. Purtroppo non ci sono indicazioni, però il fatto che esso sale anche dal basso può aiutare a scorgere la diagonale che taglia virtualmente la strada. Una volta entrati nel bosco si comincia a salire in modo deciso con diversi tornanti. La prima parte del percorso è piuttosto monotona ed ombrosa, ma ad un certo punto una lunga salita ci porta al cambio della vegetazione che, facendosi più rarefatta, ci permette di scorgere il fondovalle ed il versante orientale della val Fontana. Il sentiero ora si fa più tranquillo e luminoso. Mancano pochi minuti di cammino alla meta quando il sentiero si dirige pianeggiante verso nord raggiungendo la Baita Fiorinale dall'alto. Il terrazzo prativo non è molto ampio, probabilmente un tempo veniva caricato nel primo periodo di transumanza, prima di passare al più capace alpeggio della Croce dei Motti (2095 metri) situato a quota più alta. La costruzione che presiede la malga è in buone condizioni per quanto riguarda le murature ma il tetto, pur essendo in lamiera, è purtroppo in parte seriamente danneggiato, l'ideale per passare una notte sotto le stelle. Se ci si dirige verso la val Finale si trova, nascosta dalla vegetazione, anche un'altra cascina, probabilmente quella adibita a deposito del latte. Questo maggengo, data la quota relativamente bassa e la buona esposizione ad sole, può essere raggiunto per buona parte dell'anno, consigliato quindi in primavera ed autunno, in alternativa ad escursioni più impegnative.



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