Val di Ron

La valle di Ron traccia il confine tra il comune di Tresivio ad occidente, ed il comune di Ponte in Valtellina verso levante. Questo luogo però può essere diviso anche per l'altro senso in due parti principali: quella inferiore racchiusa in ripidi versanti e quella superiore ricca di dolci e solari pascoli dove sorgono imponenti vette. Il bacino della val di Ron, in epoche lontane, conteneva l'enorme massa che forma il conoide della Fiorenza, oggi per lo più coltivato a mele. La strada per la bassa val di Ron si distacca da quella per la val Fontana subito dopo l'ampio semicerchio che compie nei frutteti, poco prima di superare i caselli dell'acqua per l'irrigazione. Qualche baita e dei prati ancora coltivati riassumono le caratteristiche di questo luogo che nel complesso appare molto anonimo e desolato. Per raggiungere la parte superiore della valle dobbiamo invece salire fino a San Bernardo (1232 metri), seguendo le indicazioni subito dopo la chiesetta di San Rocco (773 metri), sempre sulla strada per la val Fontana. Giunti nell'amena località di villeggiatura è necessario salire fino all'alpe Campo (1680 metri) tramite una ripida carrozzabile chiusa al traffico. Si prosegue quindi in direzione ovest, ignorando il sentiero per l'alpe Campondola (2171 metri), fino ad arrivare in uno spiazzo nel bosco dove sorge la baita Massareccia (1704 metri). Puntando verso nord troviamo l'irta stradina che porta all'alpe val di Ron (2164 metri), passando per il Guado (1959 metri) dove un ponticello ci permette di attraversare il torrente che discende dalla montagna. Scorgendo le sagome delle baite già possiamo ammirare le immense praterie protette dalle poderose vette del gruppo di Ron. La cascina più a monte è stata ristrutturata ed adibita a rifugio, valido punto di appoggio per proseguire nella conquista della vetta di Ron (3137 metri), ambita e, nello stesso tempo, dimenticata cima delle Retiche centrali. Il luogo, a differenza della parte inferiore della valle, è aperto e solare, tantè che possiamo godere un ottimo panorama sulla catena orobica. Il ritorno può essere effettuato passando per l'alpe Campondola (2171 metri): la deviazione è poco più a valle delle baite dove un ponticello realizzato con dei tronchi ci indica l'imbocco per il giusto sentiero che, più o meno, pianeggiante arriva fino alla Croce del monte Campondola (2135 metri). Qui velocemente si scende fino all'alpe Campo (1680 metri) dove si riprende la carrozzabile percorsa durante la salita.



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